A bordo del Treno del Foliage: un viaggio indimenticabile tra le foreste d’autunno! Dal 12 ottobre al 17 novembre, sali a bordo del centenario Treno del Foliage e vivi un’esperienza unica lungo la ferrovia Vigezzina-Centovalli. Ammira i colori vibranti dell’autunno mentre attraversi 52 km di paesaggi mozzafiato, tra Italia e Svizzera. Con il suo percorso di 4 valli, 83 ponti e 31 gallerie, il Treno del Foliage offre una vista spettacolare di vigneti, boschi di castagni e montagne tempestate di faggi e abeti. Ogni sguardo è un tripudio di tonalità calde, che vanno dal ruggine all’albicocca. Non perdere l’occasione di scoprire angoli nascosti delle Alpi e goderti tappe affascinanti come Domodossola, Malesco, Intragna e Tegna.Segna le date e prenota subito il tuo posto per questo viaggio incantevole! Un viaggio indimenticabile
Riccardo Fattori
Riccardo Fattori artista, designer e libero pensatore si è occupato e si occupa di arte, di moda, di comunicazione e di design per importanti aziende e organizzazioni. Vive e lavora immerso nell’iconografia toscana senza sfiorarne la retorica. Opposto ai classicismi tanto quanto alla modernità, i suoi pensieri sono dolci e disordinati, universali, veramente umani. È un collezionista di pensieri, di estetiche e di tante cose che rimane fedele ad una sola opinione, la sua. Le sue opere trasformano in narrazione i moti più profondi e sinceri del pensiero e del sentire, la sua poetica non tradisce mai la sua stessa coerenza, cristallina, specchiata, quasi igiene dello spirito. Ogni sua visione è una vertigine stratificata, caleidoscopica, nelle profondità di un animo semplice. Un turbinio di citazioni disomogenee, una voragine di segni dove ciascuno è legittimato a individuare il suo unico percorso di lettura e partecipazione. Le sue opere sono quasi taumaturgiche, trasformano ogni logica in magia, ogni storia in racconto, ogni angolo in profondità. Non sa di essere un maestro.
Duccio Nacci
Copertina / Cover “Pinus Pinaster” di Duccio Nacci per First Class Magazine n.1 del 2017 Duccio Nacci è uno dei più prolifici fotografi toscani contemporanei, i suoi paesaggi catturano il fascino profondo di questa inconfondibile terra e le sue radicate connessioni con l’essere umano. Nato fra le mura medievali del borgo storico di San Gimignano, Duccio ha coltivato la passione per la fotografia fin dall’infanzia. “Sin da piccolo, mi dilettavo a immortalare momenti felici della mia infanzia, col tempo, il mio hobby è diventato inevitabilmente una scelta professionale appagante e divertente”. Già dai primi anni della carriera da professionista, il suo peculiare stile attrae editori di alto livello, tra cui Condé Nast, Rusconi e Mondadori. Nacci è stato illustratore di cataloghi e libri e collaboratore di rinomate riviste internazionali. L’abilità fotografica di Duccio nel catturare frammenti di tempo lo ha condotto alla pubblicazione di numerosi libri che celebrano la poetica e l’estetica del mutevole paesaggio toscano. Una selezione dei suoi lavori può essere ammirata presso la “Bottega del Sale”, antico spaccio di sale in Piazza del Duomo, nel centro storico di San Gimignano.
Emanuele Becheri
Discontinuità e valore. Impossibile circoscrivere l’opera di Emanuele Becheri in alcuna definizione che non sia perdutamente semplice. Dopo l’Accademia delle Belle Arti di Firenze e un periodo da nomade fra il sud della Francia e Parigi, oggi vive e lavora in un piccolo centro in quella parte della provincia toscana che guarda all’Emilia, immerso in un’aria densa di storie all’italiana dell’immediato dopoguerra e del boom economico. Emanuele Becheri partecipa a tutte le contraddizioni dei suoi luoghi: radicale, ostinato e sincero. Guida il suo percorso artistico avvalendosi di ogni veicolo, dal disegno alla fotografia, dal video alla istallazione fino alla performance musicale. La sua espressione eterogenea nasconde un registro rigoroso e una volontà ferma di appartenere alla realtà. L’ultima deviazione interna al suo percorso si orienta nella scultura, di cui vi presentiamo una anteprima evocativa nelle pagine a seguire. Emanuele Becheri costruisce segreti, con gesti ciechi, affidati al caso ed animo disposto ad accogliere l’ignoto, segreti da tenere e che solo l’immagine può svelare.